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Cina e Russia collaborano alla “Ice Silk Road”, sulla rotta del Mare del Nord

14/12/2017

 

La via della seta non passa solo per terra e per mare: il piano per “la via del ghiaccio”

 

Il presidente cinese Xi Jinping ha dichiarato che la Cina è pronta ad espandere la sua cooperazione con la Russia in vari settori e a mantenere stretti legami in termini di affari internazionali. E’ quanto riportato dall’agenzia di stampa nazionale Xinhua, in occasione dell’incontro dello scorso 1 novembre a Pechino con il primo ministro russo Dmitry Medvedev.

Durante l’incontro, Xi ha anche sottolineato il suo impegno per una forte relazione Cina-Russia: “Vorrei ribadire che il nostro percorso per sviluppare, rafforzare ed approfondire le relazioni tra Cina e Russia rimane invariato”.

È partendo da questi presupposti che Cina e Russia hanno concordato di costruire assieme la Ice Silk Road. Dopo la Nuova Via della Seta, nascerà la “Via della Seta sul ghiaccio” lungo la rotta del Mar Glaciale Artico.

Con la Nuova Via della Seta*, La Cina sta lavorando per far rivivere le rotte commerciali dell’antica Via della Seta dall’Asia all’Europa, sotto il suo mega-progetto transnazionale chiamato One Belt One Road. Il presidente cinese, invitando a collaborare a questo progetto, si è spinto fino a dire che la Cina e la Russia dovrebbero impegnarsi assieme per lo sviluppo e l’utilizzo dei canali di navigazione dell’Artide.

 

La rotta del nord è una linea di navigazione che corre tra l’Oceano Pacifico e l’Oceano Atlantico

 

Medvedev, primo ministro russo, a sua volta, ha porto i migliori auguri del Presidente Vladimir Putin al leader cinese, sottolineando che la Russia ha tenuto d’occhio il Congresso del Partito cinese.

“L’incontro ha aperto un nuovo capitolo per lo sviluppo delle nostre relazioni bilaterali e ci sentiamo fortemente incoraggiati”, ha commentato.

Il presidente Xi ha aggiunto, durante una successiva occasione di incontro a Mosca, che oltre a portare avanti la cooperazione per costruire sulla rotta del Mare del Nord una Via della Seta sul ghiaccio, Russia e Cina dovranno implementare vari progetti in connessione.

Il rapporto dell’agenzia Xinhua non ha fornito ulteriori dettagli sulla cooperazione lungo la rotta del Mare del Nord, che è una linea di navigazione che corre tra l’Oceano Pacifico e l’Oceano Atlantico, passando lungo la costa settentrionale della Russia.

La Russia rappresenta un partner importante per la Cina, la quale mira ad incrementare il commercio attraverso massicci investimenti in ferrovie, porti e altre infrastrutture che collegano l’Asia all’Europa e all’Africa. È per questo che la Cina ha formalmente incluso il Mar Artico nella sua iniziativa One Belt One Road.

La Commissione nazionale per lo sviluppo e la ricerca e l’amministrazione oceanica della Repubblica Popolare Cinese avevano già dichiarato, in un documento pubblicato il 20 giugno, che si immaginava un percorso per il commercio che portasse in Europa attraverso il Mare del Nord.

Gli altri due passaggi marittimi attraversano il Mar Cinese Meridionale e l’Oceano Indiano verso il Mediterraneo e passano attraverso il Mar Cinese Meridionale verso il Pacifico.

Lo stesso documento riporta il proposito della Cina di lavorare con tutte le parti, per condurre ricerche sulle rotte di navigazione e sui cambiamenti climatici e ambientali nell’Artico, e per esplorare le potenziali risorse della regione. Incoraggia anche le aziende cinesi a prendere parte all’uso commerciale della rotta artica e afferma che la Cina parteciperà attivamente alle iniziative legate all’ Artico organizzate dalle organizzazioni internazionali.

La Cooperazione Cina-Russia non può che crescere con la visita di Xi in Russia, infittendo i rapporti diplomatici con i paesi artici, tra cui Norvegia, Finlandia, Danimarca e Islanda.

Sebbene la Cina non sia uno stato che si affaccia direttamente sul Mar Glaciale Artico, ha mostrato interesse per l’esplorazione e lo sviluppo della regione, che si stima detenga il 13% delle risorse petrolifere inesplorate nel mondo e un terzo delle risorse di gas naturale non ancora scoperte.

 

Nel 2013, la Cina ha ottenuto lo status di Osservatore Permanente nel Consiglio Artico

 

Poiché il ghiaccio si scioglie a causa del riscaldamento globale, queste risorse e le rotte di navigazione nell’Artico dovrebbero diventare più facili da utilizzare.

Nel 2013, la Cina ha ottenuto lo status di Osservatore Permanente nel Consiglio Artico, dove Canada, Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Russia, Svezia e Stati Uniti discutono e prendono decisioni in merito allo sviluppo sostenibile e alla protezione ambientale nel territorio.

Il professor Wang Yiwei della Renmin University di Pechino ha dichiarato, in una recente intervista, che la Cina potrebbe aver bisogno di cooperare di più con la Russia per poter dire la sua sulla formulazione di regole e standard nell’Artico. Da parte sua, la Russia ha promosso la rotta del Mare del Nord come una alternativa che avrebbe aiutato a ridurre i tempi di spedizione da Shanghai a Rotterdam di circa una settimana, rispetto alla navigazione attraverso lo Stretto di Malacca e il Canale di Suez.

La compagnia di navigazione statale cinese Cosco è stata la prima al mondo ad inviare una nave container attraverso la rotta del Mare del Nord, nel 2013. Ha battuto un record nel 2016, inviando cinque navi lungo lo stesso percorso, contribuendo a un totale di 19 navi che quell’anno hanno effettuato l’intero tragitto.

La Cina e la Russia stanno anche collaborando a un progetto di gas liquefatto nella penisola di Yamal, che si trova lungo la rotta del Mare del Nord e potenzia il traffico merci sulla corsia di navigazione.

Il progetto da 27 miliardi di dollari ha ricevuto 12 miliardi di dollari di prestito dalla Banca Cinese per l’Esportazione e l’Importazione e dalla Banca per lo Sviluppo della Cina, mentre il Fondo della Via della Seta, istituito da Pechino per finanziare progetti nell’ambito dell’iniziativa One Belt One Road, ha una quota del 9,9% nel progetto .

Tuttavia, lo status giuridico della rotta del Mare del Nord – che la Russia mantiene come parte delle sue acque interne – e la cautela della Russia nei confronti dell’elargizione  di potere nei confronti della Cina nell’Artico, potrebbero ostacolare una più profonda cooperazione tra i paesi.

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