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“Perchè investire nell’e-commerce? Sarà il futuro”, parola di Jack Ma

03/04/2018

 

La Cina corre ed ha fame di tecnologia e lo sviluppo del settore dell’e-commerce è sicuramente la faccia di una stessa medaglia cara alla leadership cinese: il progresso

 

La recente corsa tecnologica cinese oramai non è semplice competizione, ma necessita una riflessione più profonda perché tocca un progetto governativo ben più importante: la ristrutturazione economico-industriale del Paese.

L’obiettivo di Pechino è incrementare quella sana competitività che è la madre del progresso, ed ovviamente investire nel settore high-tech. Nella visione dello stesso presidente Xi Jinping, la corsa tecnologica è una grande opportunità per risollevare e cambiare le grandi industrie di Stato.

Ciò significa aprirsi all’industria 2.0, quindi investire nell’alta tecnologia come robotica, aerospazio, intelligenza artificiale e big data. Avere il primato in queste tecnologie significherà essere un passo avanti verso il futuro.

E la Cina sta mostrando una crescita straordinaria. Questo è innegabile ed è sotto gli occhi di tutti. Nonostante tutto ancora permane un gap tecnologico non indifferente con altri paesi, Stati Uniti in testa. Ciò non toglie che i passi fatti in avanti dal Dragone siano stati importanti.

 

Un settore fra tutti ha trainato fino ad oggi questa “Lunga Marcia” economica cinese: l’e-commerce. Il commercio digitale si è evoluto e ci può spiegare le tendenze della scena tecnologica cinese.

 

In termini di numeri assoluti, la Cina è ancora dietro agli States. Un dato di fatto che la stessa leadership cinese ammette, senza alcun problema. La questione è se mai ci sarà un sorpasso, ma gli analisti americani ritengono che continuando su questa strada, presto o tardi avverrà.

Il Dragone è sicuramente l’aprifila mondiale per quanto riguarda alcuni settori. Nell’e-commerce, ad esempio, le aziende cinesi superano di gran lunga, in termini di giro d’affari, quelle americane.

Attualmente la Repubblica Popolare vanta nei suoi confini oltre 40 “unicorni”, termine finanziario per indicare start-up con un capitale di almeno un miliardo di dollari. Ciò significa meno industria tradizionale, più high-tech.

I colossi della tecnologia come Alibaba, Tencent e Baidu foraggiano, grazie anche al sostegno governativo, queste aziende. La presenza di queste start-up è per adesso fondamentale per capitalizzare e monetizzare la crescente capacità tecnologica cinese.

Inoltre il compito degli “unicorni” è guidare parte degli investimenti e dell’innovazione del settore al di fuori dei tradizionali programmi governativi, questo perchè grazie l’innesto delle conoscenze del settore privato, permetterà anche alle aziende di avere una maggiore libertà d’azione e, idealmente, di migliorare i progetti governativi.

 

Un esempio fra tutti gli investimenti nella ricerca nel campo dell’Intelligenza Artificiale. Secondo uno studio di McKinsey, la Cina potrebbe riuscire a recuperare tra 10-15 anni, ma alcuni esperti ritengono che il processo sarà più breve

 

Lo scetticismo generale occidentale dinanzi alla corsa tecnologica cinese, è stato definitivamente surclassato davanti all’evidenza dei fatti. Oramai nella Repubblica Popolare vi sono conglomerati industriali il cui valore è indubbiamente superiore ai grandi gruppo americani.

Guardando allo sviluppo della Cina, non si può ritenere che strabiliati. Da un paese martoriato dalla Rivoluzione Culturale, con un’economia pressoché agraria, in poco più di quarant’anni, il Dragone è divenuto un laboratorio di innovazione mondiale.

La Cina ha bruciato le tappe,. Nel campo del web, ad esempio, il Paese di Mezzo è passato dal non disporre pressoché nessuna linea, ad una tecnologia che permette una connessione ultra veloce. In qualche modo l’e-commerce ha anche varato il nuovo corso della finanza digitale del Dragone.

WeChat Pay e Alipay dominano la scena dei portafogli digitali. E studi recenti hanno evidenziato come la Cina stia abbandonando lentamente le banconote per abbracciare il denaro digitale. Oramai le transazioni non si fanno più in contanti.

Vogliamo pagare un ristorante o la spesa al supermercato? In cina basta un cellulare. Le app mobili sono più comode di qualsiasi altra carta di credito e la Cina è l’unico paese al mondo dove addirittura le banche stanno abbracciando la fintech.

Lo stesso Jack Ma ha più volte ribadito come il “futuro è l’e-commerce, ma l’ambiente del commercio digitale cinese, benchè sia dominato da Alibaba, Tencent e JD, si presenta decisamente più variegato e complesso di quello che possa sembrare.

Se nel 2013 eravamo davanti ad un “tutti contro tutti”, da qualche anno a questa parte, grazie anche alla regolamentazione del governo centrale, i big player si sono spartiti il mercato collaborando tra di loro, ma lasciando pur margini di manovra ad entità economiche minori.  

Ciò che si è andato a creare è un vero “conglomerato” dove dove ogni giocatore in campo condivide i consumatori. Possiamo trovare un prodotto su JD, ma un determinato brand europeo è possibile solo comprarlo su Tmall. Questa è la spartizione di oggi. D’altronde il Consiglio di Stato fu chiaro “regolare il web, per una crescita economica che sia competitiva, ma generale senza monopoli”.

 

In quali aree vale la pena investire? Oltre ai classici investimenti infrastrutturali legati alla BRI (Belt and Road Initiative) le second tier come Chongqing sono i mercati in ascesa.

 

I cinesi continueranno ad acquistare prodotti stranieri perché è una questione di fiducia. Hanno fame di tutto ciò che rappresenti un qualche cosa di esclusivo. E queste città di seconda fascia, saranno i mercati trainanti del cross-border e-commerce. Nonostante i brand cinesi siano altamente competitivi con i prodotti d’importazione, l’appeal dei marchi stranieri  è ancora molto grande in Cina.

Non solo, l’e-commerce e l’intero mondo legato al digitale, permetterà di approfondire anche nuove collaborazioni su tutto ciò che riguarda il mondo dei servizi come quelle soluzioni industriali che potranno aumentare l’efficienza di quanto abbiamo, primo fra tutti, la penetrazione e l’entrata dell’Intelligenza Artificiale nel mondo medico.

 

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