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Rivincita Made in Italy: Il riso italiano approda sulle tavole cinesi

19/05/2020

Firmato uno storico accordo con Pechino per l’export di riso. Crescono i consumi alimentari in Cina e l’Italia può giocare bene le sue carte

Per la prima volta il riso italiano arriva nelle cucine cinesi. Nonostante l’export agroalimentare italiano sta attraversando non poche difficoltà a causa della pandemia, la Cina si dimostra ancora una volta uno sbocco importante per il Made in Italy.
L’Italia è il primo paese europeo produttore di riso e recentemente ha firmato un accordo storico con Pechino per l’export di riso.

L’intesa è stata raggiunta dopo una trattativa durata nove anni, e consentirà di esportare in Cina il riso italiano, in particolrare quello tipico da risotto. “Non siamo di fronte a un semplice accordo commerciale perché riuscire a esportare riso in un paese dove il termine è sinonimo di cibo ci deve inorgoglire come nazione. È la metafora di due Paesi che in questo momento difficile scelgono la via della cooperazione guardando avanti”, ha detto al Sole 24 Ore Mario Francese, presidente dell’Airi , l’associazione delle industrie risiere.

La Cina, primo produttore e consumatore mondiale di riso – con 150 milioni di tonnellate prodotte su un totale mondiale di 500, ma non ha mai sperimentato le varietà da risotto, sviluppate e coltivate solo in Italia. Senza contare che il riso di primissima qualità utilizzato nelle cucine stellate dei ristoranti cinesi o da quelle famiglie di fascia alta, viene esclusivamente dal Giappone.

L’Italia produce un milione di tonnellate di riso lavorato, il 60% destinato all’export, principalmente sui mercati Ue. Tuttavia la firma dell’accordo sottolinea ancora una volta di come il mercato cinese sia mutato. Oggigiorno il consumatore medio della Repubblica Popolare vuole prodotti di qualità, certificati e preferibilmente di importazione, senza contare che è molto aperto e curioso alle novità, anche gastronomiche. Inoltre lo scoppio della pandemia, ed il relativo lockdown, si è tradotto in una maggiore richiesta di acquisto di beni alimentari, e l’impennata delle vendite dei food store di colossi dell’e-commerce come Alibaba e JD ne sono un esempio. In questa cornice il Made in Italy ha tutte la carte in regola per giocare la sua parte.

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