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Robotaxi a Pechino. Le strade della capitale cinese aperte alle AV 

17/12/2019

La città di Pechino ha annunciato che consentirà  alle self-driving companies di trasportare passeggeri. L’industria automobilistica autonoma dovrebbe rappresentare il 55% dell’intero mercato nel 2040

 

La capitale cinese si appresta a mettere su strada la prima flotta di robotaxi. Perché è importante? La mossa è un chiaro segnale di come potrebbe essere imminente la legalizzazione a livello nazionale dei test sui veicoli autonomi. In realtà già ad ottobre il Il Ministero dell’Industria e dell’Information Technology (MIIT) cinese aveva dichiarato che stava rivedendo le norme che regolano i test AV.

Wang Zhiqing, capo pianificatore del Ministero dei Trasporti cinese aveva affermato che “la Cina consentirà operazioni di prova in alcune aree per promuovere servizi di veicoli intelligenti per le Olimpiadi invernali del 2022 a Pechino”. Un piano molto simile a quello realizzato a Tokyo per le olimpiadi estive dell’anno prossimo. Più nello specifico, Pechino consentirà a compagnie altamente qualificate di testare il trasporto di passeggeri volontari in auto a guida autonoma su strade pubbliche, secondo quanto dichiarato dalla Commissione municipale dei trasporti di Pechino venerdì scorso.

 

I candidati sono tenuti a condurre prove in aree chiuse per non meno di 5.000 chilometri prima di mettere su strada i propri robotaxi su strade pubbliche.

 

Nel nuovo regolamento si legge altresì come “la simulazione con veicoli virtuali è consentita come parte della soluzione per raggiungere gli obiettivi”. I veicoli di prova dovranno essere in grado di alternare tra le modalità di guida autonoma e manuale e garantire che i conducenti possano immediatamente assumere il controllo di guida in tutta sicurezza se necessario. Infine, secondo le nuove norme, i conducenti dovranno fare non meno di 30 minuti di sosta ogni due ore di servizio.

Per ottenere un permesso per il trasporto di passeggeri, i richiedenti dovranno inoltre acquistare un’assicurazione minima per incidenti stradali di 1 milione di RMB (circa $ 143.000) per ciascun volontario ai sensi del regolamento rivisto. Le principali città cinesi, tra cui Shanghai, Guangzhou e Changsha hanno tutte approvato regole simili, sebbene Pechino sia stata la prima a specificare le norme sull’orario di lavoro e sulla copertura assicurativa. 

Un numero totale di 77 veicoli ha percorso 883.000 chilometri collettivi (circa 548.670 miglia) sulle strade di Pechino a novembre, quasi sei volte il numero dell’anno scorso, secondo i dati di BICMI. Le autorità locali hanno aperto 64 strade per un totale di 256 chilometri in quattro distretti suburbani e concesso autorizzazioni di prova a 13 compagnie, tra cui Baidu, Toyota, Nio e Pony.ai.

 

 

Pechino continua con il suo piano di rivoluzione hi-tech del paese e la guida autonoma è uno dei big trend nel settore dell’hi-tech cui la Cina sta puntando.

 

Una ricerca pubblicata da McKinsey mostra che nei prossimi anni la Cina sarà il mercato principale per l’industria automobilistica autonoma, in particolare nel settore dei servizi di trasporto, che dovrebbe rappresentare il 55% dell’intero mercato nel 2040. Secondo la ricerca, nel Regno di Mezzo la diffusione dei veicoli a guida autonoma potrebbe iniziare gradualmente nel 2023, raggiungendo il pieno sviluppo nel 2032, con una forte penetrazione nell’intero mercato e un profitto di oltre $ 60 miliardi.

Per garantire il pieno sviluppo e l’ampia penetrazione di questa tecnologia, Pechino ha già adottato misure per facilitare gli investimenti nel settore, creando al contempo aree di prova per veicoli autonomi come Jiading a Shanghai e Xiong’an

Nel gioco per la diffusione della produzione su larga scala di veicoli di questo settore, in Cina si stanno formando nuove partnership commerciali che raccoglie anche i big-tech del Dragone. Se Baidu guida la corsa, anche giganti come Alibaba e Tencent hanno deciso di investire nel settore. Cercando alleanze proprio in Giappone e permettendo il dialogo tra le due sponde.

Nel 2017, Pechino è stata la prima città in Cina a consentire test di auto-guida su strade pubbliche. Mentre la piattaforma di ride sharing Didi ha siglato 12 partnership con molte case automobilistiche al fine di costruire un’intera flotta di “taxi robot” per servizi di guida senza conducente. Recentemente la cinese Chang’an Automobile è andata persino oltre.

 

In una dimostrazione pubblica, la casa ha mostrato 55 auto a guida automatica che si muovevano in contemporanea,  stabilendo così un record mondiale. Baidu è a tutti gli effetti l’apripista del settore in Cina. 

 

Sempre nel 2017, l’azienda di Robin Li ha lanciato una piattaforma chiamata Apollo per coordinare gli sforzi nello sviluppo della guida autonoma, a cui sono state concesse oltre 50 licenze per la sperimentazione di veicoli stradali in città come Pechino, Tianjin, Chongqing, Changsha e Baoding. Il programma in questione ha oltre 80 partner, tra cui i leader di settore come Bosch e Microsoft.

Gli autobus a guida automatica sono stati sviluppati congiuntamente da Baidu e dalla King Long United Automotive Industry. Questi modelli con un alto grado di automazione e senza un volante saranno messi in servizio non solo nella capitale, ma anche a Xiong’an, Shenzhen e persino Tokyo. Il governo cittadino della capitale nipponica ha reso noto l’acquisto di una prima flotta, seppur ridotta.

Oramai Baidu ha superato Google in termini di risultati raggiunti sulla guida autonoma. Lo stesso Dmitri Dolgov, uno dei principali artefici della discesa in campo del colosso americano nel settore del self driving, ha ammesso che la competitività di Google è in declino di fronte alle imprese cinesi.

 

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