La RPC compie 70 Anni: sfide e successi del Dragone

22/01/2019

Molti gli eventi significativi che segneranno questo 2019 per la Cina. In primis il 70° anniversario dalla fondazione della Repubblica Popolare, ma oltre alle celebrazioni, quest’anno il Dragone dovrà affrontare anche alcune sfide

 

Sono passate tre settimane dall’inizio di questo 2019 e tutti gli occhi sono già puntati sulla Cina. Quest’anno ricorre infatti il 70° anniversario da quando il Grande Timoniere pronunciò il suo famoso discorso nel 1949 allorquando invitò il Dragone a rialzarsi.

Tuttavia, alcuni significativi anniversari geopolitici, il rallentamento dell’economia e l’intensificarsi della guerra commerciale con gli Stati Uniti sono alcune delle sfide che il Paese di Mezzo dovrà affrontare entro la fine dell’anno.

 

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© Unsplash. In meno di 70 anni la RPC è riuscita a diventare la seconda più grande economia mondiale e il più grande paese manifatturiero del mondo.

 

Quest’anno la Cina celebrerà diversi anniversari importanti che porteranno il governo a stare particolarmente all’erta, il primo dei quali è stato il 40° anniversario dalla fine delle frizioni militari con Taiwan lo scorso 2 gennaio. Nel celebrare l’evento, il Presidente cinese ha ribadito il concetto politico di “una Cina, due sistemi”, che già regola le relazioni con le ex colonie Hong Kong e Macao. Tuttavia, Taipei ha rifiutato il messaggio, facendo valere le sue ragioni.

Ma al giro di boa ci sono ben più sensibili commemorazioni. Il 28 marzo Pechino commemorerà il 60° anno dal giorno dell’ “Emancipazione dei Servi della Gleba” in cui si celebrerà la liberazione del Tibet dal controllo del Dalai Lama. Tuttavia saranno tra maggio e giugno le giornate più politicamente sensibili per il paese. Quest’anno ricorre infatti il 30° anniversario dei fatti di Tian An Men, un evento che ancora oggi divide la nazione.

Il 2019 rappresenta però anche il centenario del Movimento del 4 Maggio, la protesta degli studenti che nel 1919 ha portato poi alla fondazione del Partito Comunista Cinese.

Che Pechino tema che troppe voci dal coro si leveranno in cielo? Ancora presto per dirlo, ma sicuramente il centenario di quei moti che per primi riportarono dignità alla nazione cinese, non passeranno inosservati.

Ultimo, ma sicuramente più importante per la leadership cinese, sarà il grande festeggiamento della fondazione della Repubblica Popolare in ottobre. I quadri del partito hanno già fatto sapere che in programma ci sarà un susseguirsi di eventi commemorativi dove la Cina è pronta a mettere in mostra tutta la sua modernizzazione ed i successi conseguiti.

 

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© Unsplash. Il 1 ° ottobre, Piazza Tian An Men a Pechino ospiterà una parata militare di dimensioni “mai viste” in occasione del 70 ° anniversario della RPC.

 

Pechino ha grandi ambizioni per realizzare il proprio “sogno cinese”. Tra gli obiettivi più ambiziosi vi è quello di duplicare il Pil e il reddito pro-capite sia nelle aree urbane che in quelle rurali in modo da costruire una “società prosperosa” entro il centenario del Partito nel 2021. Il secondo, invece, è quello di creare un paese sia moderno che socialista, una nazione forte e stabile da festeggiare per il centenario dalla fondazione della RPC nel 2049.

Per raggiungere i propri scopi, Pechino ha già intensificato gli sforzi nel migliorare la qualità della vita dei cinesi con l’ulteriore scopo di ridurre il divario tra le aree costiere e quelle più interne.

 

In 40 anni la vita dei cinesi è radicalmente cambiata. Come scritto dal NYT : “Il sogno americano vive ora in Cina”. La Cina investe nei giovani talenti, nella ricerca ed istruzione.

 

Dopo quaranta anni dalle politiche di riforma e apertura volute da Deng Xiaoping, il Dragone è tornato a sedere nello scacchiere delle potenze mondiali, divenendo un leader in fatto di alta tecnologia e altri settori.

Ed i numeri sono dalla parte di Pechino che, ancora una volta, ha strabiliato gli osservatori stranieri. Ad esempio nella sola Cina, il numero di laureati in settori chiave è nettamente superiore rispetto a quello di Giappone o Stati Uniti, per non parlare delle agevolazioni che Pechino dà a chi proviene dai ceti meno abbienti.

Come riporta il giornale americano, tra un giovane cinese e uno americano, provenienti da famiglie poco agiate, sarà il ragazzo cinese ad avere più possibilità di successo e riscatto sociale.

 

RPC compie 70 anni - città proibita - pechino - cifnews

© 123rf. Da 40 anni la Cina ha aperto le sue porte rendendo possibile il nuovo “Grande Balzo” economico del Paese.

 

Nel suo corso riformatore, Pechino è riuscita a sollevare 800 milioni di cittadini dalla povertà. Ma le riforme volute da Deng hanno impattato anche la vita quotidiana di ogni famiglia. Se nel 1978 circa l’80% delle famiglie aveva una radio e solo il 10% una tv in bianco e nero, oggi quasi ogni famiglia ha circa 2 televisori di ultima generazione.

Dai coupon per comprare beni di prima necessità a fine anni ’70, si è passati al QR code di WeChat e ad una vera cashless society. Sempre agli inizi degli anni ’80 il telegrafo e telefono erano i mezzi di comunicazione principali. Oggi la Repubblica Popolare conta oltre 900 milioni di utenti attivi connessi al villaggio globale.

Il “secolo cinese avanza” e il progetto “Made in China 2025” ne è la testa di ponte. Che la Cina stia attraversando una grande crescita economica, è sotto gli occhi di tutti. Così come la sua rinnovata potenza ed interventismo sulla scena internazionale è sintomo di una rinnovata presa di coscienza del giusto ruolo e peso cui il Paese storicamente detiene nella sfera asiatica.

 

Il mondo occidentale pensava di poter cambiare la Cina, ma è il Dragone ad avere influenzato il mondo sotto ogni settore. Adesso l’Occidente copia i trend Made in China.

 

Tuttavia, nonostante gli ultimi straordinari sviluppi ed avanzamenti del paese forniscono più di una ragione per festeggiare, quest’anno la seconda più grande economia del mondo dovrà affrontare anche qualche sfida.

L’economia cinese rallenterà ancora, seppur lievemente, nel 2019. Il Pil del Dragone probabilmente raggiungerà “solo” il 6,2% di crescita quest’anno, rispetto al 6,5% dell’anno appena concluso. Il Presidente Xi ha già annunciato una nuova fase di riforme che favoriscano i consumi domestici, il settore privato, nonché l’apertura verso le compagnie straniere in modo da stimolare una veloce crescita economica.

 

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© 123rf. Congqing. Mentre le città di primo livello continuano a essere centri di cultura e di consumo, città come Chengdu, Xi’an o Chongqing guideranno i consumi della RPC in futuro.

 

Se guardassimo indietro, alla Cina degli inizi anni 80, un Paese uscito martoriato dalla Rivoluzione Culturale, sembrava impensabile che il Dragone riuscisse a risollevarsi. Eppure nonostante le perplessità della comunità internazionale, il rapido sviluppo e progresso tecnologico, nonché una rinnovata apertura del Paese, hanno riportato nuovamente il Paese di Mezzo ad essere apripista in alcuni settori.

Intelligenza artificiale, robotica, fintech e molto altro sono solo alcuni dei segmenti dove il Dragone primeggia. Tuttavia, il gigante cinese ha ancora un gap tecnologico importante in settori strategici quali aerospazio e alta tecnologia. Un dislivello che negli ultimi anni si è ridotto notevolmente.

Il nuovo concetto di “secolo cinese” sta cambiando il Paese. Non più chiuso a riccio, ma aperto e con voglia di scoprire e conoscere. Come espresso più volte dalla leadership, la trasformazione della Cina non è ancora conclusa del tutto. Negli ultimi anni Pechino è già intervenuta direttamente nel cambiare la struttura macroeconomica del Paese ed ora strizza l’occhio all’estero non solo con il suo “Made in China 2025”, ma anche con la Belt and Road Initiative.

 

Con questo progetto la Cina spera di portare a termine quei cambiamenti macroeconomici e strutturali  in modo da lasciarsi alle spalle la fama di “fabbrica del mondo”.

 

Gli analisti sostengono che nell’arco di 20 anni la Cina sarà in grado colmare tutti i gap che ancora la separano dalle potenze economiche occidentali, ma questo “Grande Balzo 2.0” ha fatto storcere il naso alle potenze occidentali, Stati Uniti in testa, per la paura di perdere il dominio tecnologico.

La Cina punta a diventare a tutti gli effetti un polo d’alta tecnologia cui rivolgersi, tuttavia nonostante la Trade War iniziata da Washington, Pechino non abbandonerà mai le sue ambizioni tecnologiche.

Anzi, nonostante la tregua tra Pechino e Washington, il governo cinese è ancora fortemente motivato ad impedire che gli Stati Uniti ostacolino i suoi progressi nel campo dell’intelligenza artificiale colpendo i giganti tecnologici del paese come Huawei e Zte.

Per ora gli occhi sono tutti puntati sulla 两会 – termine che si riferisce alle sessioni plenarie annuali del Comitato Nazionale della Conferenza Politica Consultiva del Popolo Cinese e dell’Assemblea Nazionale del Popolo – in scena alla Grande Sala del Popolo rispettivamente il 3 ed il 5, marzo. Dalla sessione si capirà che tipo di messaggio Pechino lancerà al mondo, sia in termini di politica estera ed economica.

Cosa ci riserverà il futuro? Quest’anno la Repubblica Popolare festeggia i suoi 70 anni e la Cina di oggi non è più quello stato semi-agrario ereditato da Mao, ma una potenza economica protagonista dello scacchiere internazionale, un Paese la cui metamorfosi sembra solo iniziata. Tante ancora le contraddizioni come l’inquinamento o i divari sociali, ma Pechino sembra fare sul serio nel porre rimedio. Senza curarsi degli ostacoli davanti alla sua corsa.

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