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“Smile and Pay”: Alibaba lancia il nuovo pagamento con riconoscimento facciale

12/09/2017

Niente portafogli o carte di credito, dal primo Settembre basta un sorriso per pagare le ordinazioni. Questo il nuovo servizio lanciato da Ant Financial (la società specializzata in servizi finanziari digitali controllata da Alibaba) ad Hangzhou, dove il colosso della ristorazione Kfc e il magnate Jack Ma hanno inaugurato il primo  fastfood KPro. Il nuovo servizio consentirà ai clienti di ordinare pollo fritto e bibite grazie al riconoscimento facciale, tutto grazie alla registrazione sulla piattaforma online di pagamenti Alipay.

Negli ultimi anni la tecnologia del riconoscimento facciale è stata applicata a diversi ambiti: dall’accesso alle APP, alla sicurezza per le stazioni ferroviarie e così via, ma già dal 2015 il colosso dell’e-commerce cinese dal palco del Cebit, la conferenza annuale sulle nuove tecnologie ad Hannover, ci aveva dato un’anticipazione di “Smile and Pay”.

 

Come funziona?

ll servizio è ancora in fase di sperimentazione: per il momento è disponibile solo in un punto vendita, a Hangzhou, nella Cina orientale. Per eseguire un ordine al KPro è molto semplice. Dopo l’ordinazione tramite schermi touch posti all’ingresso del ristorante Kfc, tra le diverse modalità di pagamento, basterà optare per il riconoscimento facciale. Questa operazione è possibile grazie ad una telecamera che è dotata di un sistema di rilevazione 3D legata ad un software che riesce a distinguere se si tratta di volti di umani viventi o riproduzioni come foto o video, un sistema studiato appositamente per evitare eventuali frodi. Infine per poter completare l’operazione verrà richiesto di inserire il proprio numero di cellulare, come ulteriore garanzia di sicurezza.

Un servizio a prova d’inganno? Le sfide del futuro

Il fatto che questi pagamenti con il riconoscimento facciale avvengano grazie ad un collegamento con i conti degli utenti pone il grosso problema dei tempi di risposta dei sistemi di sicurezza e quindi anche quello sulla protezione dei dati sensibili degli utenti stessi. Inoltre la problematica circa il naturale margine d’errore esistente in tutti i rilevatori di parametri biometrici, come il riconoscimento vocale, è stata recentemente sollevata.

Da parte sua Alipay, per confermare la solidità di “Smile and Pay”, nel proprio video di lancio ha cercato di aggirare il software. Gli stessi clienti registrati si sono presentati davanti alla telecamera con un trucco molto marcato o parrucche, senza però provocare errori di autenticazione. Il servizio, assicurano i creatori, non conserverà i dati degli utenti ed è anche a prova di cyberattacchi.  Alibaba e il suo fondatore sono stati da sempre accesi sostenitori di forme ibride di pagamento a cavallo tra online e offline, e dopo Alipay, l’app che ha reso il nostro cellulare in una carta di credito virtuale, Jack Ma ha fatto il passo successivo. Non serve né password né alcun strumento fisico. La cassaforte più solida è ciò che realmente ci differenzia: le caratteristiche del volto.

Ma quali le sfide? Sicuramente il metodo “Smile and Pay” velocizzerà ancora una volta le nostre attività senza ricorrere allo smartphone per la scansione del QRcode del nostro account Alipay, tuttavia ancora vi sono dubbi circa la reale sicurezza del sistema.

Intanto continua il sodalizio tra il colosso del pollo fritto e Alibaba. Kfc ha infatti rilasciato una dichiarazione nella quale stava valutando la possibilità di lanciare a Pechino un nuovo servizio ai clienti “La predizione dell’ordine” basandosi sempre sulla scannerizzazione del volto del cliente.

 

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