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Società statunitensi contro Trump: no alla tensione commerciale con la Cina

13/09/2019

 

Sempre più aziende statunitensi che operano in Cina si oppongono all’uso delle tariffe per risolvere la controversia commerciale

 

 

Le tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti continuano ad avere nuovi avversari. E questa volta sono le stesse società statunitensi in Cina che continuano a vedere diminuire i loro profitti. Secondo un sondaggio della Camera di commercio americana a Shanghai, circa il 75% delle società statunitensi non è d’accordo con l’uso delle tariffe, da parte del presidente americano Donald Trump, per risolvere la controversia commerciale. Inoltre, il numero di aziende opposte sta crescendo, calcolando che l’anno scorso erano del 69%.

Secondo una dichiarazione della Camera nel China Business Report del 2019, solo un quarto di queste società ritiene che gli Stati Uniti dovrebbero utilizzare la reciprocità negli scambi e l’accesso al mercato per raggiungere un equilibrio negli scambi.

Ker Gibbs, presidente di AmCham Shanghai, ha commentato: “Le tariffe e le tensioni commerciali stanno erodendo i profitti e gli investimenti. Se gli Stati Uniti continuano a utilizzare le tariffe come strumento principale per raggiungere i propri obiettivi commerciali e di investimento, rischiamo non solo posti di lavoro e profitti delle società statunitensi, ma anche di rinunciare alla quota di mercato in Cina a favore di concorrenti europei ed internazionali. Sarà difficile, poi, riconquistare tale quota di mercato“.

 

 

Solo il 61% delle società statunitensi è ottimista sulle prospettive di business nei prossimi cinque anni

 

 

Anche le società statunitensi si oppongono ai dazi, poiché il 27% degli intervistati registra ricavi inferiori nel 2019 rispetto allo scorso anno, quando gli oppositori erano solamente il 6,1%. La causa di queste perdite, secondo il 46% di esse, è il conflitto commerciale.

A causa di questo clima di tensione che non sembra diminuire, appare quasi naturale che ci siano poche aziende che intendono aumentare gli investimenti in Cina. In particolare, la percentuale di aziende che vogliono investire di più è scesa al 62%. Quasi il 23% delle aziende, inoltre, prevede di ridurre gli investimenti già quest’anno.

 

 

Le società statunitensi più pessimiste sul futuro sono quelle che si occupano di elettronica non di consumo e di chimica

 

 

Nel frattempo, le tensioni commerciali non sembrano ancora trovare una soluzione. In effetti, sebbene Pechino e Washington abbiano concordato di tornare al tavolo dei negoziati il ​​mese prossimo, non vi è alcun segno che verrà raggiunto un accordo.

Tuttavia, nonostante le tensioni commerciali, la Cina ha fatto bene alle società statunitensi. Le aziende di logistica, ad esempio, hanno realizzato grandi profitti. Questo è probabilmente il motivo per cui, come confermato da un rapporto condotto da AmCham lo scorso novembre, la Cina è sempre una priorità per le società statunitensi.

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