fbpx

Come il tandem Chongqing-Chengdu spinge il Dragone?

09/02/2018

Un PIL a doppia cifra e proiezione verso l’estero: molte le opportunità per il Made in Italy

 

Chongqing e Chengdu rappresentano la nuova frontiera della Cina in continua trasformazione, un cluster produttivo dinamico, porta della Cina e corridoio privilegiato della “Belt and road Initiative”. Quando parliamo di queste due grandi città, non possiamo che farlo assieme.

La loro storia, così come il loro sviluppo e cultura è legato da un sottile filo rosso che si perde nel tempo e va fino indietro alla mitica dinastia Shu. Patria del pepe di Sichuan e delle piccanti hot-pot, Chongqing-Chengdu sono l’immagine dei nuovi mercati emergenti, della Cina che corre e si afferma nel mondo. Oltre ad essere il due poli di un’area del mondo (Sichuan e Chongqing messi assieme) da oltre 120 milioni di abitanti.  

 

Chongqing: la città dello Yangtze con una crescita a due cifre

 

Chongqing è uno dei principali porti del fiume Yangtze nel sud-ovest della Cina. Diventata una delle aree in più rapido sviluppo del paese, sta guidando la crescita economica della Cina centrale, con un’espansione che era a due cifre già nella prima metà del 2017. Nell’anno ha anche registrato una crescita enorme, del 14%, nel settore del turismo sia d’entrata che in uscita. Da sottolineare come questa città sia collegata all’Italia grazie alla nuova rotta aerea della Hainan Airlines.

La città, dopo essere stata negli anni ‘40 per un breve periodo capitale della Repubblica di Cina, divenne nel 1997, insieme a Pechino, Shanghai e Tianjin, una delle “Quattro Municipalità autonome” del Paese. Il piano della leadership cinese era sin d’allora ben chiaro. Trasformare questa città nel cuore economico del centro della Cina.

Politica che dopo vent’anni ha portato i suoi frutti. Durante il periodo della costruzione della diga delle Tre Gole, la Municipalità crebbe dell’oltre 10%, una delle più alte in tutto il Paese. Negli ultimi anni, però Chongqing è salita alla ribalta delle cronache per i suoi travagli politici. Con la drammatica caduta dell’ex leader Bo Xilai nel 2012 e il recente licenziamento del capo del partito Sun Zhengcai, indagato per corruzione.

Liu Yong, ricercatore presso il Centro di ricerca per lo sviluppo del Consiglio di Stato, ha detto che “Chongqing ha il vantaggio del sostegno politico da parte del governo centrale”. Ha aggiunto che Huang Qifan, che si è ritirato come sindaco di Chongqing alla fine del 2016, ha fatto un buon lavoro per stimolare la crescita promuovendo investimenti ed esportazioni di beni immobili. “Le politiche di Huang hanno avuto molto successo, come il treno merci per l’Europa e la produzione locale di computer”, ha commentato Liu.

Tra le 27 regioni a livello provinciale che hanno superato la crescita del PIL del 6,7% nel 2016, solo tre regioni – Chongqing, Guizhou e Tibet – hanno raggiunto una crescita a due cifre. Il PIL del Comune di Chongqing della Cina sud-occidentale è cresciuto del 10,7% nel 2016, raggiungendo 1,76 miliardi di yuan. La regione autonoma del sud-ovest della Cina Guizhou e la regione autonoma del Tibet hanno registrato rispettivamente una crescita del 10,5% e del 10%.

La rapida crescita economica di questa metropoli nel 2017 è stata guidata da investimenti crescenti e dal miglioramento dei consumi. Ha fissato l’obiettivo di crescita economica per il 2018 all’8,5 per cento.

 

Ci sono opportunità di collaborazione tra aziende italiane e statali di Chongqing?

 

La corsa di questa second tier e la proiezione verso l’internazionalizzazione hanno radici ben profonde. Nel 2014, l’ex Console Generale d’Italia a Chongqing Sergio Maffettone, intervistato dall’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale ha sottolineato come  “con una popolazione di oltre 30 milioni e un Pil pari a 482 milioni di RMB nel 2013, la Municipalità di Chongqing rappresenta senza dubbio una grande opportunità per le imprese italiane che intendono avviare un processo di internazionalizzazione. Per le aziende del Bel Paese si tratta di un importante punto di riferimento nelle relazioni e investimenti bilaterali con la Cina.”

Ed attualmente, grazie all’ottimo lavoro svolto dal Consolato Italiano, Chongqing è uno delle destinazioni principali degli investimenti italiani in Cina. Incontrando il Vice Direttore Generale, Li Xingqiang, per fare il punto della situazione sulle collaborazioni tra aziende italiane e aziende statali di Chongqing si è parlato dell’importanza dei progetti industriali in corso.

Li ha mostrato grande apertura nei confronti di possibili collaborazioni future in settori come la protezione ambientale, la sanità, l’aviazione e l’aerospazio, l’automotive, l’agricoltura e l’IT.

L’area di Chongqing rappresenta senza dubbio una grande opportunità per le imprese italiane che intendono avviare un processo di internazionalizzazione. Può diventare il tramite per il rafforzamento delle relazioni tra Italia e Cina, intensificando la già esistente cooperazione economico-commerciale tra i paesi, e in particolare con le aree sud-occidentali della Cina. Ma la corsa di Chongqing non è in solitaria. Vicino a lei Chengdu traina l’economia del Sichuan.

 

Non solo panda: Chengdu cuore economico ed informatico della Cina centrale

 

La storia di Chengdu, capitale del Sichuan, risale almeno al 4 ° secolo a.C., quando servì come capitale del Regno di Shu. Gli artefatti di quella dinastia sono parte della storia. La città è anche sede della famosa base di ricerca di Chengdu Giant Panda Breeding, un centro di conservazione in cui i visitatori possono vedere i panda giganti in via di estinzione in un habitat naturale.

Escludendo le quattro Municipalità Autonome, Chengdu è la quarta città cinese per PIL ed il suo aeroporto internazionale è uno dei più trafficati della Repubblica Popolare. Famoso in tutto il mondo per la sua cucina piccante, il Sichuan, insieme a Chongqing, forma quel cluster produttivo che guida la “Belt and Road Initiative”. Dai terminal ferroviari di questa città è infatti partito l’ennesimo treno diretto nel Vecchio Continente. Solo nel 2017 ben mille sono stati i treni che hanno raggiunto l’Europa.

Chengdu ha l’economia di maggior successo di qualsiasi città della Cina continentale, esaminando fattori quali la crescita dell’occupazione, gli investimenti esteri e le industrie ad alto valore aggiunto. Nella classifica del Milken Institute, Shanghai e Tianjin sono arrivate dopo, rispettivamente al secondo e terzo posto, mentre Pechino al tredicesimo.

Individuata per il suo “capitale umano, supporto del governo centrale, industrie affermate nella progettazione aerospaziale e aeronautica di fascia alta e un settore manifatturiero e di elettronica sviluppato più recentemente”, secondo l’istituto, la città ha seguito un approccio nuovo incentrato su tecnologia, investimenti privati e consumi.

Chengdu e Chongqing sono le uniche due città dell’entroterra emerse come motore di crescita economica chiave nel sud-ovest della Cina continentale. Entrambe stanno vivendo un vero e proprio boom economico, trainato dal settore edilizio. Chengdu è un centro industriale ad alto contenuto tecnologico: a Chengdu si produce la metà dei tablet targati Apple e la metà dei microchip del mondo utilizzati per l’assemblaggio di laptop.

 

Entro il 2022 al via un cluster industriale da 1 trilione di yuan

 

Il volume degli scambi commerciali fra Chengdu e l’estero ha superato la quota di 50 miliardi di USD nel 2013, registrando un incremento del 6.4%. Sempre nello stesso anno, il Pil pro capite di Chengdu ha superato per la prima volta la soglia dei diecimila dollari, registrando uno fra i valori più alti in tutto il sud ovest cinese.

Fino a dicembre 2013, già 252 delle 500 aziende classificate dalla rivista “Fortune” si erano insediate a Chengdu con stabilimenti produttivi ed uffici di rappresentanza.

Chengdu prevede che accoglierà oltre 280 mila imprenditori di tecnologia nei prossimi cinque anni. Entro il 2022 questo sarà un cluster industriale da 1 trilione di yuan sarà forgiato nel settore dell’informazione elettronica, e altri sei saranno destinati a settori quali la biomedicina, le attrezzature automobilistiche, la produzione intelligente, il trasporto ferroviario, il risparmio energetico, la protezione ambientale e la creatività culturale, ciascuno con un valore di produzione annua di 100 miliardi di yuan.

I ricavi annuali delle transazioni e-commerce ammonteranno a più di 2,2 trilioni di yuan entro il 2022, secondo le previsioni della città, e tutte le grandi società a Chengdu avranno servizi di e-commerce nei loro modelli di business.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *