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Taxi autonomi: la Cina è pronta, ma per le piccole imprese c’è il problema dei costi

23/02/2018

In un’epoca congestionata da intelligenza artificiale, ricerca tecnologica e sistemi per mobilità autonoma, la Cina si sta assestando sempre più tra i leader per le ricerche nel campo della guida senza conducente. Eppure, questo percorso di crescita potrebbe trovare degli intoppi, soprattutto per quanto riguarda i così detti “taxi autonomi”, che stanno emergendo come nuovo business nel paese.

Il problema principale, che dovranno incontrare tutte le società che vorranno imbattersi in tale avventura, risiede nel lato economico della questione. Manutenzione, parcheggio e soprattutto spese di assicurazione, sono tra i fattori che mettono più a rischio la nascita di nuove compagnie in questo ramo, come riporta China Daily.

 

 

La richiesta di un addetto alla sicurezza (con relativa formazione) richiederebbe un costo eccessivo per le piccole imprese

 

 

“Sempre più aziende stanno implementando servizi di taxi a guida autonoma, che dovranno intraprendere percorsi diversi per raggiungere i loro obiettivi”, ha dichiarato Zheng Fangdan, consulente senior presso la società di ricerca cinese CCID Consulting.
“Le società più grandi e ben finanziate, come ad esempio Baidu, hanno la capacità di gestire le proprie flotte di taxi, mentre le piccole imprese potrebbero esternalizzare le operazioni e la manutenzione alle società di taxi, il che aumenterebbe l’efficienza. Potrebbero, ad esempio, posizionarsi sul mercato come fornitori per soddisfare le esigenze dei grandi clienti”, ha detto Zheng.

Tra i problemi che scoraggerebbero le piccole imprese a realizzare un progetto in proprio, c’è sicuramente il requisito di un addetto alla sicurezza in ogni taxi. “Poiché gli addetti alla sicurezza necessitano di una formazione specializzata – ha precisato Zheng – i costi operativi di tali veicoli autonomi sarebbero superiori ai taxi tradizionali”.

 

 

Nonostante alcuni problemi economici, i taxi autonomi potrebbero aumentare dell’81% tra il 2018 e il 2023

 

 

Eppure, nonostante i problemi economici che potrebbero intaccare i sogni delle piccole imprese, la società di ricerca Topology Research Institute ha stimato che il tasso di crescita annuale composto di un taxi autonomo, o di un robot taxi, potrebbe superare l’81% tra il 2018 e il 2023.
Lin Yahui, analista di Topology Research, ha affermato che per le piattaforme di car-sharing, i veicoli senza conducente non solo possono migliorare l’utilizzo del veicolo, ma anche migliorare significativamente l’efficienza del traffico.

La Cina è sicuramente un paese dove questa nuova tecnologia potrebbe trovare terreno florido. Basti pensare che Pechino, dove già sono presenti in alta densità caricabatterie per i veicoli elettrici, ha dato il via libera per lo sviluppo in strada di tecnologie sulla guida autonoma. La Cina, quindi, può posizionarsi come “leader mondiale del campo, con il numero dei veicoli autonomi che potrebbe essere implementato tra il 2025 ed il 2030″, ha dichiarato Philip Ng, un partner di KPMG in Cina.

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