fbpx

Un progetto guida i paesi svantaggiati verso la sicurezza alimentare

04/10/2018

 

L’iniziativa Green Super Rice porta colture ad alto rendimento in Africa e Asia

 

 

I ricercatori agricoli cinesi hanno aiutato a piantare oltre 2 milioni di ettari di una certa qualità di riso in più in una dozzina di paesi asiatici e africani, producendo aumenti del raccolto fino al 30% per ettaro in alcune piantagioni, seguendo, negli ultimi 10 anni, un progetto cooperativo internazionale.

 

Il progetto Green Super Rice, orientato ad alleviare dalla povertà i paesi attraverso la coltivazione e la promozione di una tipologia di riso resistente alla siccità e alle malattie, copre 16 paesi asiatici e africani.

 

Luoghi dove il riso è un alimento base, ha detto Li Zhikang, professore e ricercatore di coltivazione del riso presso l’Accademia cinese di scienze agrarie, nonchè membro di spicco del progetto.

Lavorando con le autorità di 16 paesi, tra cui Filippine, Vietnam, Sud Africa e Uganda, i ricercatori hanno sviluppato e introdotto circa 70 specie di riso di qualità superiore, e altre decine dovrebbero essere piantate, ha dichiarato il professore.

Sia nelle Filippine che in Vietnam sono stati piantati circa 700.000 ettari di nuove specie di riso. Queste qualità, rispetto a quelle originariamente coltivate, hanno sviluppato il raccolto del 20-30% in entrambi i paesi, ha raccontato Li.

“Grazie alle caratteristiche superiori delle nuove specie, come la capacità di resistere agli insetti, non richiedono fertilizzanti o ne richiedono meno e ciò aiuta a proteggere l’ambiente”, ha aggiunto.

 

“Con la semina della nuova specie, anche il concetto di Green Rice viene promosso e gradualmente accettato”.

 

Il progetto, lanciato nel 2008 e sponsorizzato dal governo cinese e dalla Fondazione Bill e Melinda Gates, è guidato dall’Accademia cinese delle scienze agricole. Li ha dichiarato che si tratta del più grande progetto cooperativo internazionale di cooperazione agro-alimentare della Cina negli ultimi anni.

Hanno partecipato al progetto istituti cinesi e internazionali, tra cui l’Istituto internazionale di ricerca sul riso a Manila, nelle Filippine; Africa Rice, ad Abidjan, Costa d’Avorio; e Huazhong Agricultural University di Wuhan, nella provincia di Hubei.

 

“Molti dei paesi coinvolti dipendono dalle importazioni a causa di un’insufficiente produzione agricola”, ha affermato Li. “Ad esempio, le Filippine importano circa 1 milione di tonnellate di riso ogni anno. Aumentando i raccolti, il progetto può migliorare la sicurezza alimentare in questi paesi”.

 

Li ha affermato che il progetto è anche vantaggioso per la Cina, il più grande importatore mondiale di cereali, tra i quali il riso. L’anno scorso, la Cina ha importato 4 milioni di tonnellate di riso e ne ha esportato 1,2, secondo l’Amministrazione generale delle dogane.

“L’aumento della produzione di riso in questi paesi può lasciare loro eccedenze per l’esportazione, il che aiuta a diversificare le importazioni di riso in Cina e ne migliora la sicurezza alimentare”, ha affermato. Il progetto, che si concluderà a marzo 2019, potrebbe essere esteso per coprire più paesi.

“Alcuni altri paesi, come l’India, il Bangladesh e l’Indonesia, ci hanno contattato in merito alla partecipazione al progetto”, ha continuato. “Confidiamo in un sostegno continuo per il progetto da parte del governo cinese, al fine di avvantaggiare più paesi, compresa la Cina”.

TI POTREBBE INTERESSARE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *