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Versace costretta a ritirare delle magliette dal mercato cinese

12/08/2019

 

Un’altra polemica coinvolge una nota casa di moda italiana in Cina, Versace si scusa e distrugge le t-shirt incriminate

 

 

Su una t-shirt firmata Versace, venduta in Cina, apparivano nomi di città con la nazione di appartenenza sbagliata, nello specifico non venivano attribuite alla Cina Hong Kong e Macao. Sui social Versace è stata accusata di attentare così alla sovranità nazionale.

 

“Mi dispiace profondamente per lo sfortunato errore – scrive Donatella Versace su Facebook – Non ho mai voluto mancare di rispetto alla sovranità Nazionale della Cina”.

 

Sulla maglietta di Versace erano stampati i nomi di varie città, tra cui note capitali e altre grandi città europee e americane, con accanto la loro nazione di appartenenza. Macao e Hong Kong erano però indicati come stati indipendenti, nonostante alla fine degli anni ’90 le ex colonie europee siano tornate alla Cina.

La faccenda ha visto la rivolta sui social del popolo cinese, l’attrice cinese Yang Mi ha deciso di interrompere la cooperazione con Versace, accusando la casa di moda di voler attentare all’integrità nazionale. Versace ha dichiarato di aver ritirato le magliette dai negozi il 24 luglio scorso e di averle poi distrutte.

 

“Mi dispiace profondamente per lo sfortunato recente errore che è stato fatto dalla nostra azienda e che è attualmente in discussione su vari social media”, scrive Donatella Versace sul profilo Facebook dell’azienda.

 

La stilista, sorella del fondatore della grande firma, in voga in tutto il mondo, continua: “Non ho mai voluto mancare di rispetto alla sovranità Nazionale della Cina ed è per questo che ho voluto chiedere personalmente scusa per tale imprecisione e per ogni problema causato”.

L’azienda, inoltre, fa sapere ai media di stare verificando “le azioni per migliorare il modo in cui operiamo giorno dopo giorno, per diventare sempre più coscienziosi e consapevoli”. Non è la prima volta che una casa di moda italiana finisce nell’occhio del ciclone in Cina.

Era già successo lo scorso autunno, quando Dolce e Gabbana è stata accusata di aver offeso la sensibilità pubblica a causa di uno spot pubblicitario ritenuto offensivo dal pubblico cinese, quindi ha dovuto riportare le sue scuse pubblicamente, vedendo anche annullarsi alcune sfilate.

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