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Via della Seta: Xi Jinping oggi a Roma

21/03/2019

Xi: “Un nuovo capitolo per l’amicizia tra Roma e Pechino”. Da Nenni a Pertini per arrivare ad oggi. Ripercorriamo la “Lunga marcia” di mezzo secolo dei rapporti diplomatici tra Cina ed Italia

 

Al via la missione ufficiale del Presidente cinese Xi Jinping in Italia. L’aereo presidenziale, atteso nella giornata di oggi a Fiumicino, porterà oltre 500 delegati, tra ministri e uomini d’affari, nella capitale. Per l’occasione il Presidente cinese, sulle pagine del Corriere della Sera, ha direttamente sottolineato la duratura amicizia tra la Cina e l’Italia.

Ma è da oltre cinquanta anni che il Bel Paese ha un ottimo rapporto con il Dragone. E la Cina riconosce se stessa nell’Italia. Senza scomodare grandi del passato come Gan Ying o Virgilio, dove entrambi nelle loro opere accennarono alla presenza ad ovest quanto ad est di grandi potenze, Cina ed Italia sono da sempre emblemi della civiltà orientale ed occidentale.

Giunti nell’età moderna, è il tempo di esplorare nuove opportunità di dialogo. Come espresso da Xi Jinping la Cina “è pronta insieme alla controparte italiana a sviluppare ulteriormente il partnerriato strategico globale abbracciando una cooperazione concreta”.

 

Il governo giallo-verde raccoglie quindi l’eredità di un lavoro diplomatico iniziato già negli anni 50. Storica la visita di Pietro Nenni.

 

L’amicizia tra Pechino e Roma ha una storia lunga oltre mezzo secolo e sullo sfondo vi è un grande deus ex machina: Vittorino Colombo. E’ noto come dal 1955 al 1971, l’Italia cercò di favorire il riconoscimento diplomatico della Cina a livello internazionale. L’iter dei rapporti bilaterali iniziarono ne1955, sei anni dopo la proclamazione della Repubblica popolare, allorquando Pietro Nenni accettò un invito del governo cinese. All’epoca Nenni visitò Pechino ed ebbe persino più di un incontro con Mao Zedong e Zhou Enlai.

 

©Fpn. Pietro Nenni e Mao Zedong. La visita di Nenni fu l’avvio delle relazioni diplomatiche tra i due paesi.

 

Sul sentiero battuto da Nenni lavorarono anche Giuseppe Saragat e in particolare Amintore Fanfani, negli anni in cui erano ministri degli Esteri dei governi Moro.Fondamentale il 1964 allorquando Roma firmò un accordo per aprire uffici commerciali nella Repubblica Popolare. Un primo passo per il riconoscimento ufficiale nel 1970 della Repubblica Popolare cinese da parte del governo italiano.

Quattro anni dopo, nel 1974 Sandro Pertini, allora Presidente della Camera, ricevette una delegazione ufficiale cinese, e fu sempre Pertini, eletto poi Presidente della Repubblica, a recarsi in Cina in visita ufficiale per 13 giorni. Una risposta istituzionale al viaggio nel 1979 di Hua Guofeng in Italia.

 

©Fps. Sandro Pertini, una voltai venuto Presidente della Repubblica, visitò la Cina per 13 giorni.

 

Con una Cina avviata da Deng Xiaoping sul sentiero della politica della porta aperta, lasciandosi così alle spalle i tormenti della Rivoluzione Culturale, ecco arrivare sul soglio capitolino uno dei più importanti fautori ed architetti del miracolo cinese: il primo ministro Zhao Ziyang.

Forse per la prima volta, si parlava finalmente di commercio bilaterale e delle enormi potenzialità per l’industria italiana. L’ agenda del pragmatico primo ministro cinese fu particolarmente intensa: due incontri con il Presidente del Consiglio Craxi, un incontro con Pertini, scambi di vedute con Andreotti e con il ministro del Commercio estero Capria.

 

©Unsplash. Tutto pronto per l’arrivo di Xi Jinping. Oltre alla coppia presidenziale attesi 500 delegati tra ministri e rappresentanti dell’economia del Dragone.

 

Zhao Ziyang portò nella sua valigia l’interesse cinese alla tecnologia e ad investimenti italiani nel Dragone, ritenuti fondamentali nello sforzo di modernizzazione in cui il paese era impegnato.

Nel 1987 fu la volta del Presidente cinese Li Xiannan, protagonista della Lunga Marcia, a capo della Cina dal 1983 al 1988. Nel 1999 toccò a Jiang Zemin, che incontrerà l’allora premier Massimo D’Alema ed il resto è storia. Nel 2009 fu la volta del tecnocrate Hu Jintao, mentre nel 2011 Xi Jinping, quando era ancora vicepresidente e incontrò a Roma l’allora premier Berlusconi. Da numero uno arriverà nel 2016 nella sua breve tappa sarda. Ora, troverà a riceverlo a Giuseppe Conte.

 

Che la visita del Presidente Xi Jinping sia il risultato dell’attuale lavoro della Farnesina? Tutt’altro. Il governo giallo-verde deve ringraziare Gentiloni e Mattarella.

 

I dioscuri di Palazzo Chigi Salvini e Di Maio sanno bene che l’arrivo di Xi Jinping e la firma del Memorandum of Understanding da parte della Cina è un lavoro diplomatico frutto di altre legislature. Non certo farina di chi chiama il numero uno della leadership cinese “Mr. Ping”. Se errare è umano, perseverare è diabolico. L’avvocato del popolo Conte dovrebbe almeno ringraziare formalmente Paolo Gentiloni.

E’ infatti durante la sua presidenza che l’Italia è entrata a gamba tesa nella nuova Via della Seta, aderendo anche alla Banca di Investimento Asiatica (AIIB). Gentiloni fu infatti uno dei pochi rappresentanti delle cancellerie occidentali a presenziare nel 2017 al forum di Pechino sulla Belt and Road.

 

©ANSA, nel 2017 Sergio Mattarella si recò in visita istituzionale a Pechino per rafforzare i legami bilaterali Cina-Italia. 

 

All’epoca il governo a trazione PD aprì il dialogo bilaterale sull’approfondimento delle discussioni circa la partecipazione italiana al progetto di Pechino. Un dialogo conclusosi inaspettatamente all’indomani delle votazioni del 4 marzo 2018.

Ma la linea diretta tra il Quirinale e Zhongnanhai non si è mai interrotta. Il Presidente Mattarella e il suo appoggio all’accordo con la Cina sono stati fondamentali per l’arrivo di Xi Jinping.

In visita ufficiale nel 2017, Sergio Mattarella ha sempre visto con simpatia l’avvicinamento di Roma e Pechino. Un dato che non deve sorprendere i più. Anche la recente scelta di offrire uno scudo istituzionale all’accordo con la Cina è stato fondamentale, ma la decisione del Quirinale parte da lontano. Mattarella è d’altronde figlio della sinistra DC e sulla Cina si è sempre richiamato proprio a quel Vittorino Colombo, il democristiano che teorizzò l’avvicinamento a Pechino e di cui oggi tutti noi raccogliamo il testimone.

 

©123rf. Ad oggi, nessun porto del Mediterraneo è tra i 10 hub marittimi più trafficati al mondo. L’adesione alla BRI riporterebbe l’Italia al centro del commercio internazionale.

 

Quale è la Cina che accogliamo oggi? La Repubblica Popolare è ad oggi apripista in settori quali Intelligenza Artificiale, robotica e fintech. Ma molti ancora ignorano questa realtà. Raccontare la Cina significa narrare oltre 3 mila anni di storia: l’Impero, le aggressioni occidentali, l’utopia maoista, la rinascita di Deng Xiaoping ed ora l’era di Xi Jinping con il sogno cinese lanciato verso il futuro. Un treno che corre su una nuova Via della Seta che ripercorre sì antiche rotte commerciale, ma apre nuovi orizzonti di cooperazione. Un’opportunità figlia di una amicizia lunga oltre mezzo secolo che affiora le radici nella storia.   

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