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WeChat-Apple, continua lo stallo sui mini-programmi

14/03/2019

 

La casa di Cupertino avrebbe richiesto il 30% delle entrate per acquisti in-app

 

 

Powerhouse, piattaforma di messaggistica di WeChat, ha cercato di minimizzare la rapida crescita di alcuni mini-programmi ‘inariditi’ che scorrono all’interno di WeChat. Il problema sembra essere causato da a un impasse di Apple con alcune entrate risalenti al mese di maggio 2018.

Secondo quanto riferito, la casa di Cupertino avrebbe richiesto il 30% delle entrate per acquisti in-app. Il problema, secondo quanto riportato da Caixin, non dovrebbe neanche risolversi a breve. Per Du Jiahui, executive della piattaforma aperta WeChat, l’argomento di discussione sarebbe la natura dei mini-programmi. Una fonte di Caixin ha riferito che l’adozione diffusa di mini-programmi dal lancio nel 2017 ha colto di sorpresa Apple.

 

 

L’accordo farebbe bene ad entrambe le parti in gioco

 

 

WeChat aveva già avuto una disputa con Apple su un’altra forma di entrate in-app. A giugno 2018, però, Apple aveva stabilito che gli utenti di iPhone potevano fare nuovamente uso di alcune app riguardanti WeChat, a patto che tutti i proventi finissero direttamente ai singoli gestori di account.

Un accordo, in ogni caso, farebbe bene ad entrambi. Mentre WeChat sta realizzando mini-programmi veloci e leggeri che riducono la barriera di accesso per gli sviluppatori rispetto all’App Store, Apple, dal canto suo, vedrà passare davanti a sé un enorme bacino di entrate; onestamente difficile da farsi scappare.

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