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WeChat tra livestreaming e mini programs vuole entrare a pieno nell’arena dell’e-commerce

12/11/2019

WeChat apre al livestreaming, social commerce e mini programs. L’ Obiettivo? Sfidare direttamente i big e-commerce del Dragone

 

Tencent fa sul serio. Il colosso hi-tech cinese di base a Shenzhen vuole diventare a tutti gli effetti un big name nel settore dell’e-commerce. Diversi i piani dell’azienda di Pony Ma, ma voci insistenti fanno sapere che Tencent vuole accelerare l’integrazione delle funzionalità di livestreaming su WeChat proprio tramite i mini programs già presenti sulla piattaforma. L’obiettivo è presto detto: l’azienda cinese leader della messaggistica vuole potenziare i suoi canali e-commerce. 

Non solo, WeChat lancerà a breve un account pubblico ufficiale dedicato chiamato proprio Tencent Live Streaming Assistant. Non una mossa a sorpresa. Tencent ha iniziato a reclutare società di gestione dei contenuti per testare il livestreaming sin dal marzo scorso e, recentemente, ha anche cominciato a selezionare i diversi player di e-commerce per testare questa nuova funzionalità.

La nuova pagina di WeChat potrà essere aggiunta su richiesta degli users e consentirà a chiunque di fare acquisti direttamente guardando un video tramite un click. Il funzionamento, spiega Tencent, sarà facile ed intuitivo. Ogni video avrà una serie di contenuti e prodotti che l’utente potrà comprare cliccandoci sopra. In seguito il cliente sarà reindirizzato ad un secondo mini programma di WeChat che farà a capo ai diversi fornitori o produttori dell’oggetto da acquistare. Infine sempre attraverso WeChat Pay si potrà pagare il tutto.

 

WeChat ed i suoi 1,1 miliardi di utenti attivi mensili entrano finalmente nell’arena del livestreaming, il vero trend e-commerce del momento in Cina. 

 

Diversi i motivi del successo di questa nuova forma di business online. In Cina il livestreaming  è un’opzione “go-to” per i consumatori cinesi quando cercano nuovi prodotti e decidono cosa acquistare. Al giorno d’oggi è diventata una parte essenziale del brand awareness da parte del consumatore medio della Repubblica Popolare, ed è una realtà cui i marchi occidentali devono, presto o tardi, rapportarsi.  Ed i numeri sono tutti dalla parte dei colossi e-commerce che stanno investendo nel settore.

La sola Alibaba ha generato oltre 15,1 miliardi di dollari in volume di merci lorde (GMV) attraverso sessioni di livestreaming nel 2018, con un incremento di quasi il 400% anno su anno. Senza parlare che anche le piattaforme di social-commerce come Pinduoduo, Kuaishou, Tik Tok o Little Red Book stanno guadagnando milioni con il livestreaming. Tencent è tuttavia in netto ritardo rispetto ai diversi competitor. Che la nuova strategia del colosso di Shenzhen possa colmare il gap? Sicuramente si.

Le novità non sembrano finire qua. WeChat sembra avere anche piani per ristrutturare i suoi mini programmi che, come sappiamo, hanno aperto la piattaforma al settore dell’e-commerce. Come altre società di social media, anche la popolare app di messaggistica cinese ha nel suo portfolio account ufficiali aziendali. Nel gennaio 2017, WeChat lanciò questi mini programmi che di fatto collegavano questi account aziendali agli utenti abilitando determinate funzionalità come contenuti aggiuntivi, programmi fedeltà e transazioni.

Facile il motivo del loro successo.  Gli utenti di WeChat hanno cominciato ad apprezzare questi mini programs perché permette loro di conoscere ed acquistare prodotti senza scaricare un’altra app o essere reindirizzati a un altro sito Web, risparmiando tempo e memoria sui loro telefoni. Secondo WeChat, a partire da ottobre 2019, WeChat ospita oltre 1 milione di mini programmi in oltre 200 settori. Stime di Tencent parlano che un utente apre in media un mini-program circa quattro volte al giorno. 

 

La funzionalità dei mini programmi va oltre un acquisto “in-app” e può essere sfruttata per diverse transazioni.

 

Gli acquirenti possono utilizzare il mini programma di un rivenditore per scansionare i prodotti ed effettuare il pagamento senza attendere in fila: è quello che gli esperti chiamano “scan-and-go”. Walmart China, ad esempio, ha dichiarato che oltre il 30% delle transazioni nei loro punti vendita vengono eseguite tramite questa funzionalità attraverso il mini programma su WeChat dello store. 

I mini programmi consentono inoltre esperienze di acquisto omnichannel, dove gli acquirenti possono acquistare online il prodotto e ritirarlo in negozio. Senza contare che WeChat spinge anche le compagnie che si registrano sul suo portale ad offrire prezzi scontati agli acquirenti che incoraggiano acquisti di gruppo. Il funzionamento è semplice. Il buyer originale condivide un prodotto con il prezzo scontato sul suo profilo WeChat. Se abbastanza persone effettueranno l’acquisto, tutti riceveranno il prodotto a prezzo scontato. Ad esempio Feelunique ha lanciato una campagna di sei giorni con uno sconto del 40% su un set Caudalie. La compagnia ha visto un aumento del 26% degli utenti. 

In ultima analisi, anche WeChat ha cominciato a sposare la causa della social-commerce. Concreto a riguardo è l’esempio della catena di beauty store Watson. I suoi utenti iscritti all’interno del mini programma aziendale possono consigliare, e vendere prodotti, ai propri follower WeChat. Senza contare l’esercito di KOL registrati ufficialmente sulla piattaforma di Tencent. 

Per ora il primato di piattaforme come Alibaba, JD o Pinduoduo sembra ancora lontano, ma WeChat potrà essere un player scomodo per i big dell’e-commerce cinese. Questo perché forte della sua base utenti, WeChat oltre a ridurre i costi di acquisizione, consente a marchi e rivenditori di avere un diretto rapporto con il cliente. Queste aziende hanno accesso ad una vera miniera di big data fondamentali per meglio capire in che direzione stiano andando le preferenze di acquisto degli users.

 

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