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Weibo blocca alcuni servizi per una settimana

29/01/2018

 

L’organo regolatore di Internet di Pechino ha bloccato alcune delle sezioni più popolari di Weibo, la risposta cinese a Twitter, affermando che la piattaforma di social media aveva fallito nel suo dovere di censurare i contenuti. Nell’ultima mossa per rafforzare il controllo delle informazioni online, l’ufficio di Pechino che si occupa dell’amministrazione del cyberspazio della Cina, ha convocato sabato un dirigente di Weibo, lamentando le sue “serie” mancanze, tra cui non censurare i contenuti “volgari e pornografici”. Altri problemi di Weibo riguardavano la possibilità di postare discriminazioni nei confronti di minoranze etniche e altri contenuti che non erano in linea con quelli che si ritengono conformi ai valori sociali, stando a quanto scritto dall’osservatore internet in una nota. Weibo ha dichiarato che da allora ha interrotto una serie di servizi, incluso il suo elenco degli argomenti più ricercati, per una settimana.

La Cina mantiene una stretta presa su Internet e blocca i siti tra cui Google, Facebook e Twitter e siti Web di notizie straniere che potrebbero pubblicare informazioni giudicate “critiche”. Nulla di nuovo in questo periodo dove a breve la leadership politica si riunirà in sessione plenaria. Nel periodo tra febbraio e marzo, inoltre, gli utenti registrano un calo dell’efficienza delle VPN, o reti private virtuali, utilizzate per aggirare il “Great Firewall”.

Weibo, un social media cinese quotato negli Stati Uniti, negli ultimi anni ha spostato l’attenzione su contenuti meno sensibili, come le notizie sociali e di intrattenimento, dopo che Pechino ha messo a tacere il dibattito politico pubblico sulla piattaforma, pur rimanendo influente in Cina. Notizie di gossip delle celebrità, come i divorzi che coinvolgono le star del cinema Wang Baoqiang e Bai Baihe e il cantante pop Xue Zhiqian, o notizie sulla fidanzata del cantante Lu Han, raccolgono centinaia di migliaia di commenti e sono ampiamente diffuse.

Ma il Dipartimento di Propaganda ha sentenziato: “Weibo ha violato le leggi e i regolamenti relativi a Internet e diffuso informazioni illegali. Promuove valori sbagliati e ha avuto un’influenza negativa sull’ambiente internet.” Ha messo in evidenza alcune sezioni problematiche della piattaforma, come la classifica degli argomenti più in vista, le celebrità più ricercate e i relativi argomenti, nonché la sezione delle domande e risposte correlate. Il cambiamento arriva settimane dopo che la rivista Ziguangge, o “Tower of Purple Light”, gestita dallo stato, è stata inserita nell’elenco delle ricerche più importanti di Weibo sotto l’hashtag “ZiguanggeGutterOil”.

I fan del rapper cinese PG One erano presumibilmente dietro l’hashtag, per vendicarsi contro la critica della rivista ai testi del musicista e lo scherno del suo stile di vita. Il titolo della rivista mensile suonava come il nome di una catena di ristoranti a Pechino, con l’aggiunta di un riferimento a “olio di grondaia”, un termine per descrivere l’olio da cucina riciclato. I media statali hanno accusato i fan di avere inserito l’hashtag nella lista dei trend. Gli utenti di Weibo hanno reagito in diversi modi alla chiusura di una settimana, tra chi ha criticato gli argomenti di gossip e chi ha manifestato un altro punto di vista: “È sbagliato per un’azienda utilizzare le sue risorse a scopo di lucro? Naturalmente ci sono celebrità che hanno occupato le classifiche di ricerca più importanti, che contraddicono i “valori fondamentali del socialismo”, ma ci sono molti altri argomenti che potrebbero attirare l’attenzione delle autorità”. A Weibo è stato ordinato di condurre una revisione approfondita e rettificare i propri errori. Un dirigente della società quotata al Nasdaq, ha detto che le sezioni identificate dall’organo di controllo del web sarebbero state chiuse fino al 3 febbraio.

L’ammonimento fa parte di una vasta campagna per ripulire Internet, rimuovendo qualsiasi contenuto ritenuto dannoso, compresi pornografia, violenza o qualunque altro ritenuto politicamente sensibile. Tutti i tipi di piattaforme – dai siti Web alle app mobile, forum e blog online, microblog, social network, servizi di messaggistica istantanea e trasmissioni in diretta – sono oggetto del controllo. Di recente, il popolare aggregatore di notizie Toutiao è stato chiuso per 24 ore a dicembre per presunte violazioni dei regolamenti e per la diffusione di “contenuti pornografici e volgari”, e da allora ha confermato l’assunzione di 2.000 revisori di contenuti. Anche le notizie di intrattenimento e i blogger sono stati presi di mira, con dozzine di account chiusi su piattaforme di social media come Tencent e Weibo per “promuovere attivamente i valori fondamentali socialisti e sviluppare un’atmosfera sana e positiva”. L’amministrazione ha chiuso oltre 13.000 siti Web negli ultimi tre anni e ha convocato più di 2.200 operatori di siti Web per informarli, chiudendo quasi 10 milioni di account di utenti per presunte violazioni del regolamento.

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