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Xiaomi punta al mercato internazionale: anche India, Filippine, Italia

22/02/2018

Xiaomi, dopo l’India e la spinta dell’IPO punta al sud-est asiatico, senza trascurare l’Europa

 

Xiaomi, produttore cinese di smartphone, ha aperto il suo primo negozio offline nelle Filippine questa settimana, come parte della strategia per incrementare le vendite internazionali, in vista della tanto attesa IPO (Offerta Pubblica Iniziale).

Il lancio nel centro di Manila di lunedì scorso ha attirato più di 2.000 persone. Lei Jun, fondatore e amministratore delegato di Xiaomi, ha scritto in un post sul suo account ufficiale Weibo:”Il consenso che Xiaomi ha ricevuto a livello globale è principalmente dovuto al fatto che ci sforziamo di realizzare prodotti all’avanguardia a prezzi onesti”.

Il primo Mi Store autorizzato nelle Filippine, in collaborazione con il distributore locale Grimalkin, offre una selezione di prodotti Xiaomi che vanno dal bollitore elettrico o lo stick selfie alla fascia da polso smart, ai Mi Notebooks e smartphone, inclusi i recenti modelli Note 4 e Mi Max 2.

L’espansione arriva quando i venditori cinesi di smartphone guardano ai mercati emergenti asiatici come motori di crescita futuri per compensare la crescita stagnante a casa nell’ultimo anno. Il mese scorso, Xiaomi ha aperto il suo primo negozio offline in Vietnam, dopo un analogo lancio in Tailandia alla fine dello scorso anno. I suoi rivali Oppo e Vivo hanno fatto sentire la loro presenza con negozi fisici e cartelloni pubblicitari in mercati popolari come l’India e l’Indonesia.

 

La casa cinese primo fornitore del continente indiano?

 

Xiaomi ha spedito 8,2 milioni di smartphone in India durante il quarto trimestre del 2017, superando i suoi 7,3 milioni di unità rivali sudcoreane, secondo un rapporto pubblicato dalla società di consulenza Canalys. Ha battuto così gli sforzi di vendita di Samsung in India, il secondo mercato al mondo per smartphone dietro la Cina.

Spesso soprannominata “la Apple della Cina”, Xiaomi ha perseguito aggressivamente l’obiettivo dei mercati d’oltremare in una competizione sempre più rigida in casa. È inoltre necessario trovare canali di guadagno diversificati e a lungo termine per aumentare la fiducia degli investitori in vista di una IPO pianificata quest’anno.

La compagnia cinese di elettronica sta prendendo di mira un’offerta pubblica a Hong Kong a settembre, che potrebbe segnare la più grande quotazione tecnologica del mondo quest’anno, secondo fonti vicine alla questione.

La rinnovata spinta oltreoceano sta avendo luogo dopo che Xiaomi è rientrata nella classifica dei cinque principali fornitori globali lo scorso anno, secondo IDC (International Data Corporation), con le sue spedizioni globali di smartphone in crescita del 74,5% a 92,4 milioni di unità. È stato il fornitore n. 1 in Cina nel 2014 e nel 2015, ma ha visto la sua classifica spingere verso il basso in mezzo a una forte concorrenza tra i rivali cinesi.

In un discorso ai dipendenti all’inizio di questo mese, la casa ha promesso di riconquistare il primo posto nel mercato degli smartphone in Cina entro 10 trimestri – corona persa nel 2016 – mentre “vigorosamente” spingerebbe l’espansione all’estero.

Considerata la società privata di maggior valore al mondo nel 2014, Xiaomi è attualmente il quarto fornitore di smartphone in Cina, con una quota di mercato del 12,4%, dietro a Huawei, Oppo e Vivo, sempre secondo la società di ricerca IDC.

Il tasso di crescita del mercato degli smartphone in Cina rischia di ridursi ulteriormente nel 2018, tra “una concorrenza ancora più intensa”.

L’azienda non può che essere sempre più decisa ad ampliare la rete distributiva nel mercato estero ed europeo, Italia compresa. A novembre 2017 è stata ufficializzata la notizia dell’arrivo dei prodotti del brand cinese nello store italiano di Amazon, a questa si aggiunge quella della prossima apertura a Milano del Mi Store, il negozio fisico.

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